Foto montascale a Benevento

Montascale a Benevento e provincia

Alla scoperta di Benevento

Posizionata al centro di una vallata dell’appennino campano, l’affascinante città di Benevento promette ai suoi visitatori un viaggio nel tempo millenario, ricco di storia e di arte. Diverse sono state le dominazioni che si sono succedute nel corso della storia del capoluogo di provincia (l’impero romano, il principato longobardo, il rettorato pontificio), di cui oggi possiamo ammirarne le vestigia, opere monumentali dal grande valore storico-artistico, molte delle quali perfettamente conservate fino ad oggi.
Volendo seguire un ordine cronologico, la città conobbe un primo periodo di relativa prosperità con la civiltà romana. All’imperatore Traiano si deve uno dei simboli di Benevento, l’arco di Traiano, che si eleva in tutta la sua maestosità in pieno centro cittadino. L’arco ad unico fornice presenta una volta a cassettoni mentre sulle due facciate sono scolpiti vari bassorilievi che ritraggono e celebrano le gesta dell’imperatore in Dacia.
Altra importante testimonianza di quest’epoca è il teatro romano, voluto da Adriano e successivamente ampliato da Caracalla. La struttura originaria era imponente: erano disposte su una pianta semicircolare ben tre ordini di gradinate, articolate su altrettanti ordini di arcate, in grado di accogliere fino a 15 mila spettatori. Buona parte della cavea si è conservata fino ad oggi, tant’è che, nonostante il teatro sia monco del terzo ordine di arcate e impraticabile sul secondo, una politica volta al restauro e alla rivalorizzazione dell’antico ha consentito di recuperare e restituire alla cittadinanza il teatro romano che si caratterizza per l’ottima acustica e l’invidiabile scenografia.
Il regno dei principi longobardi si attesta in epoca medievale. Risale a questo periodo la costruzione della Chiesa di Santa Sofia considerata tra le più autentiche espressioni dell’architettura longobarda, nonostante sia stata rimaneggiata più volte nel corso della sua storia. Dal 2011 è inserita nella lista dei beni protetti dall’UNESCO insieme al campanile, all’ex monastero e alla fontana ad essa attigui. Del complesso monumentale stupiscono le volte, gli affreschi, le tre absidi e il meraviglioso chiostro che si apre al centro del monastero su di un quadriportico composto da 47 colonne magistralmente ornate. Il chiostro ospita anche tre delle quattro sezioni del Museo del Sannio, la sezione archeologica, con reperti di età egizio-romana, la sezione medievale, dedicata al principato longobardo, e la sezione artistica, dove sono esposti dipinti di artisti locali.
Risalgono al medioevo anche alcune porzioni del Duomo di Benevento, andato quasi completamente distrutto durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. È scampata fortunatamente agli attacchi la cripta dove nella zona absidale è custodito uno stupendo ciclo pittorico del IX secolo di grande valenza storico-artistica. Ragguardevoli sono poi la facciata e il campanile in stile romanico, l’una completamente realizzata in marmo bianco l’altro in pietra bianca, e la Janua Major, la porta posta all’ingresso del Duomo composta da 72 pannelli in bronzo lavorati con grande maestria che rievocano episodi evangelici della vita di Gesù.
Degna di nota è poi la Rocca dei Rettori, il castello di Benevento che si erge imponente sul centro storico. Oggi sede della Provincia e del dipartimento storico del Museo del Sannio, la Rocca si compone di due corpi di fabbrica, connessi a livello strutturale ma storicamente distinti: in un vertice della pianta rettangolare dell’edificio troviamo il torrione, la primitiva fortezza longobarda, mentre sui quattro lati si dispone il palazzo dei governatori pontifici.
Il tour della città merita una tappa all’Hortus Conclusus, opera a cielo aperto di Domenico Paladino. L’artista campano ha immaginato il giardino chiuso come un autentico luogo di meditazione, delineando un percorso di riflessione fatto di storia e mitologia.

Benevento tra credenze popolari e prodotti tipici

Benevento è conosciuta anche come la città delle streghe. Infatti, la superstizione popolare, che è andata consolidandosi nel tempo grazie anche ai numerosi racconti che la contornano, vuole che nei pressi del fiume Sabato, un affluente del fiume Calore che attraversa il capoluogo di provincia, sotto la chioma di un albero di noci accorrano streghe venute da ogni dove a presenziare riti demoniaci e operare sortilegi malevoli nei confronti della cittadinanza. Non è un caso che la denominazione del famoso liquore beneventano, dal caratteristico colore giallo e utilizzato tipicamente per aromatizzare i dolci, sia esplicitamente relazionato a tali leggende.
Una lunga tradizione accompagna la produzione di torroni e torroncini, vere e proprie leccornie del periodo natalizio: oltre il gusto, sorprende la grande varietà di questi dolci, ognuno preparato nel rispetto delle indicazioni e dei metodi artigianali delle ricette originarie.
La provincia di Benevento è anche terra di vitigni e ulivi. Infatti, è facile trovare uno o più abbinamenti ideali per un definito piatto, che si tratti di un primo, di un secondo a base di carne o pesce, dato che in queste zone vengono imbottigliate diverse decine di vini nobili, molti insigniti del prestigioso marchio DOC come la Falanghina e l’Aglianico. Altra bontà beneventana è rappresentata dall’olio extravergine di olive “Sannio Caudino – Telesino” che si distingue per il gusto delicato e il profumo intenso.
Piatti tipici della tradizione culinaria locale sono la zuppa delle streghe, i mugliatielli, il cardone durante le festività natalizie e la pasta fresca fatta in casa, come i cecatielli, le lagane e le fiavole.

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